domenica 1 novembre 2009

Prima media

Osservare il loro modo di camminare, sghembo e scoordinato, i problemi di convivenza in un banco condiviso e le diverse forme che l’attenzione assume sui loro visi. Precisa, periferica, svagata, assente.
Vederli scrivere seri con una penna con un piumotto fucsia, andare in bagno simulando il moonwalk, litigare a mensa. Trovarne uno che, nel baccano, prega prima di mangiare.
Ascoltarli balbettare dolcemente pur avendo studiato tutto e bene; sentirli ammettere sorridendo, con una mano in testa, che non ci hanno capito niente.
Scoprirli mentre cercano di nascondere un foglio prezioso con un fantastico planisfero reinventato per il Risiko del sabato pomeriggio.
Immaginare la tendenza che avranno nel vivere le loro storie d’amore.
L’imprendibile, quella che strapperà tremila cuori, quello che si sistemerà con una e per sempre, quello che nessuna riuscirà mai a capire.

lunedì 12 ottobre 2009

Il popi

Non cambierà mai,
è proprio il DNA che ce l'ha tutto aggrovigliato.

lunedì 17 agosto 2009

S.t.r.e.s.s.

Smog, sigarette e cancri ai polmoni.
Semafori, scooteroni, giacche cravatte ed auricolari, appuntamento a domani.
Palazzi palazzine pali paletti palle enormi, noia e disgusto.
Passi, sottopassaggi e sorpassi a destra.
Flussi veicolari, flussi di pensieri, riflussi di vita, riflessi di vita. Flussi mestruali.
Asfalto catrame e ruote, aggressioni pubblicitarie.
Sangue e cemento.

sabato 20 giugno 2009

Una foto mancata

Li ho osservati per un pò, e forse meritavano una foto.
Un' immagine di amore ed eleganza su di un intercity Roma-Napoli, in seconda classe.
Uno di fronte all'altra su due sediolini a scomparsa, nel corridoio della carrozza. Lui sui quaranta, di più e non di meno. Una camicia azzura con i polsini sbottonati e le maniche appena rimboccate, pantaloni neri, calzini scuri e scarpe con la suola. Vestitissimo ma non sudato nonostante il caldo infernale, adattato con leggerezza e facilità ad uno spazio troppo piccolo e scomodo. I gomiti puntati sulle gambe, tutto intento a raccontare e argomentare come avrebbe fatto nel più favorevole dei contesti, concentrato su di lei come se il resto non esistesse ma attento e pronto a proteggerla da quello stesso resto che sapeva ignorare. Intuitivamente, rapidamente e senza ostentazione.
Lei magra e bionda, più giovane, vestita di pantaloni e canottiera chiari e leggeri. Con la schiena eretta appena piegata verso di lui, sinceramente assorbita dalle sue parole ma sveglia e capace a proteggersi anche da sola, anticipandolo semmai di una frazione di secondo.
Lo stesso grado di adattabilità declinato al femminile, più morbido ma altrettanto sicuro.
Le loro mani, in quell' imbarazzante metro quadrato abitato con la naturalezza di chi non risente nè di spazio nè di tempo, si sfioravano appena, di tanto in tanto.

mercoledì 10 giugno 2009

Affari internazionali

- Hei ciao, tutto bene? allora quando arrivi?
- Credo domani, in tarda mattinata…
- Bene, mi raccomando, portati chi vuoi. Ospito tutti io.
- Credo saremo in 3-400…
- Va benissimo, c’è posto per tutti.
- Senti ma io e te ce ne usciamo la sera, è chiaro. Abbiamo un appuntamento con delle ragazze.
- Ah sì, quelle di cui mi parlasti…
- Sì sì, loro.
- Ce ne andiamo a Casoria, ma nessuno saprà niente… diciamo che facciamo una cena blindata ad Arcore. Ho già preparato delle teste di legno, le faccio mangiare lì con i tuoi. Emilio ce li distrae, penseranno che stiamo parlando di affari internazionali da soli. Ahahahahahah. Affari internazionali! ma quanto mi faccio ridere…
Senti… e piuttosto… parliamo di cose importanti…
Ti dicevo… ci sta Noemi che è la mia, che porta Romina da Casalnuovo, Giusy dalla Cittadella e Rebecca da Arzano.
Ci vediamo fuori al Cristal, sulla Circumvallazione, verso le 10.
Ci beviamo una cosa lì e poi andiamo a ballare, dovremmo raggiungere dei loro amici. Che ne dici, per te è ok?
- Sì, certo, sono venuto apposta.
- Ma te te la sistemi la ricrescita ? io sono indeciso…
- Io ogni due giorni, caro, sto a posto.
- E quelle pasticchine lì… le hai portate? quelle di cui mi parlasti, degli scienziati indiani… le voglio provare…
Le mie non funzionano più… mi sa che devo dare qualche euro in più alla ricerca.
- Certo, è roba garantita, non ti preoccupare.
- Dai allora ti aspetto, nel pomeriggio ci facciamo una lampada insieme, poi mangiamo qualcosa al volo e ce ne andiamo. Ho l’elicottero pronto sul retro, poi lì ci aspetta una macchina.
- Senti ma quella storia dei migranti, dei pirati, dei diritti umani, qua rompono… che gli diciamo?
- E dai! non fare il secchione! che palle! t
u hai studiato? io no, quindi... domani ci inventiamo qualcosa, improvvisiamo...
Dai su, che ti ho fatto montare anche la tenda berbera in giardino!
Ti aspetto, intanto ordino un pensierino per le ragazze. A domani.


sabato 30 maggio 2009

No title

... arriva il disgelo, ed hai di nuovo voglia di scrivere.
Ti si agitava dentro da qualche giorno, prima impercettibile, quasi illusoria, a poco a poco più convincente, stasera indeclinabile.
La desertificazione miracolosamente arretra.
"Senza scrittura moriamo", ha appena detto (qualc)una in tv proprio mentre tu ci stai riprovando.
Questi sono i primi spurghi, come un rubinetto da cui esce di nuovo acqua dopo mesi che era a secco. Sfiati, singhiozzi, esplosioni di acqua e calcare e sbalzi di pressione.
Hai perso un pò di dimestichezza con le parole, con quella concentrazione esatta che te le faceva trovare.
Chissà...

domenica 1 marzo 2009

No title

Addio Antonietta,
megalomane, bugiarda, imbrogliona, sgangherata e semialcolizzata.
Mi facevi morire dal ridere e ti volevo bene.
Fa male pensare che non ci sei più.